domenica 27 maggio 2012

Doni dello spirito

 
Oggi è Pentecoste.
Il mio pensiero va a quando, per la preparazione alla Comunione e alla Cresima, che feci contemporaneamente a 6 anni,  dovetti imparare a memoria cosa ci avrebbe portato lo Spirito Santo.

Allora però non ci aiutarono i disegni,presi da Internet, per rendere meno ostica la materia.
Lo Spirito Santo rimase per me un illustre sconosciuto, un optional, su cui non mi sono mai soffermata, nonostante abbia dall'età di due anni, fino alla maturità, frequentato un istituto di suore.
Questa mattina, mentre mi accingevo a fare un POST per la Pentecoste, mi si è aperta la pagina in cui descrivevo come era nato il nostro albero di Natale.
Come una conversazione dolcissima con Emanuele, mi aveva spinto a farne uno decisamente alternativo.
"Cosa ci porta Gesù?", gli chiesi, mentre stavamo entrambi malati a letto.
"L'arcobaleno, coccole, abbracci, ti voglio bene, il cielo, il sole, la gioia, gli amici, l'amore".
Forse avrei capito di più se a farmi il catechismo ci fosse stato Emanuele.

lunedì 21 maggio 2012

Scintillanti





Ieri Giovanni ha festeggiato la sua prima Comunione.
Con questa lettera abbiamo accompagnato il regalo. 

Caro Giovanni,
cosa dirti in questo giorno in cui ci chiami condividere la gioia di aver trovato finalmente lo SCINTILLANTE, la fonte, quella che illumina il mare increspato del mattino, riempiendo di luce le piccole gocce d'acqua, che ti fecero sgranare gli occhi quando eri piccino?
L'hai visto, l'hai sentito, l'hai toccato Gesù!
Ti sei emozionato, commosso quando i vostri sguardi si sono incrociati.
La Sua tenerezza ti ha percorso la schiena.
L'amico, il fratello, il padre, quello che ti ama anche se fai i capricci, anche se sbagli un rigore...
Non c'erano, il 5 aprile, Giovedì santo,il giorno della tua prima Comunione, fotografi nè invitati, ma solo voi bambini, gli amici intimi di Gesù, quelli a cui non ha nascosto i misteri più grandi del regno.
In quell'occasione hai visto realizzato finalmente il desiderio che anni fa avevi espresso in un disegno che tenevamo gelosamente custodito in un cassetto.
Essere il tredicesimo apostolo.
Ricordi quando chiedevi dove potevi trovare Gesù? E quando ti venne l'idea della sedia vuota da mettere a tavola perchè ci si sedesse, dello spazio che gli hai fatto nel letto così che te lo sei abbracciato?
Ricordi quando eri triste e ti bastava un caro caro, una canzone, una storia, la luna, le stelle, un fiore, una formica, per tornare a sorridere?
Ricordi quanto ti rendeva felice, dopo aver deciso di fare il buono, scoprire gli scintillanti, quando cercavi di cacciare l'angioletto cattivo, forzando con le dita le palpebre, per aprire gli occhi e farci uscire la luce?
Gli scintillanti, ricordi?
Era un gioco, ma anche un cammino alla ricerca di ciò che ci rende felici.
Un giorno facesti un disegno in cui, contornati da raggi di luce, tu piangevi e io ti stringevo la mano.
Mi dicesti, porgendomi il foglio “Ecco nonna il paradiso: quando tu mi accarezzi e mi consoli.”
Un'altra volta, dopo aver constatato che tutti giochi che ti avevano regalato al compleanno, ti avevano solo fatto venire il nervoso, perché erano tanti, perché ci mancavano le pile, perché ci voleva qualcuno che ti spiegasse e giocasse con te, esclamasti che quelle cose non servivano a rendere felice un bambino.
Serviva un bacio, un abbraccio, uno che gli volesse bene.
Per carnevale comprasti la maschera dell'eroe buono, il Sommo Luminescente, perché credevi che c'è sempre uno che riporta la pace, la salvezza, la gioia, aggiusta tutte le cose, ripara le ingiustizie.
Il robot che, uscito dal castello di Erode, sparava fiori sulla strada, per riportare la pace, i robot che catturavano la polvere di stelle per ridare luce ai fiori e vita ai pesci, i disegni della luna e del sole che ballavano insieme, delle nuvole che si erano messe d'accordo per far smettere di piangere un sole bambino, parlavano della tua sete di pace, di amore, di vita.
Avevi imparato a dire grazie per tutto: per i fiori, per gli uccellini, grazie per il parcheggio, grazie per una persona adulta che ti facesse fare il bagno al mare, grazie per un bambino che giocasse con te … grazie per la luna, per il sole, per le patate, per i colori...
Dio amore, scrivesti sotto le tre persone disegnate che si tenevano per mano: una mamma, un papà e un bimbo.
Avevi 4 anni e non sapevi ancora scrivere. Chissà dove avevi imparato!
La tua famiglia ideale.
Quando l'hai fatto pensammo fossi diventato un profeta e non ci soffermammo sul fatto che mancava Emanuele.
Perché Emanuele era nato da quattro mesi, ma tu, solo l'anno successivo, lo hai messo con te ad aspettare Babbo Natale, nel disegno attaccato alla porta d'ingresso.
Se te ne ricordavi gli davi i connotati di una bimba, la “sorellina che avresti voluto sposare”.
In un disegno la mettesti accanto alla mamma, che ti separava da lei, nella casa roulotte dove tutti si volevano bene e tutti volevano bene a Gesù.
Però i raggi che riunivano le persone nell'amore erano quattro, papà e la nonna, la sorellina e la mamma divisi da una scala, su cui tu piccino ti accingevi a salire per vedere cosa stava facendo il nonno al piano di sopra.
Eravate gli unici che non salutavano dalla finestra della roulotte, gli unici per conto vostro.
In te c'era la tensione a cercare un aggancio nella persona che sentivi più amica, più disponibile ad accettarti per come eri e a giocare con te, dimenticando le regole.
Ma dovevi uscire dal guscio e scontrarti con un mondo diverso da quello ovattato della tua casa.
L'anno dopo comprasti la maschera da scheletro per fare paura
e eri ansioso di vedere se i tuoi amici si sarebbero spaventati davvero, se finalmente, indossando una maschera potevi stare tranquillo, difeso dalle loro aggressioni.
I mostri si erano sostituiti ai Tele-tubbies, a Byron, il tuo peluche di carne che ci aveva lasciato, alle braccia accoglienti dei nonni, quando mamma e papà erano al lavoro, alla curiosità sempre soddisfatta di scoprire il bello e il buono di ogni cosa.
Giovanni, in questa ricerca di ciò che ti rende felice sei arrivato a pensare che forse bisognava fare paura per non essere sopraffatti dagli altri, messi da parte, presi per il cravattino... la temuta cerniera, le sciarpe, perché qualcuno se ne potrebbe servire per catturarti e farti morire strozzato.
Ora con fierezza porti senza problemi il fazzolettone, simbolo che sei un lupetto legato ad un branco che ti protegge e che devi proteggere con l'aiuto di Dio.
Sei diventato anche portiere e hai imparato a parare i colpi degli avversari.
La preghiera è diventata per te lo strumento per allontanare la paura.
Oggi ci hai invitato a fare festa con te, per condividere la gioia di stare con la Persona che ti ha cambiato la vita.
Per tutto quello che attraverso di te abbiamo capito del mistero di Dio, GRAZIE.
Gesù, lo Scintillante, sia sempre la luce che fa brillare i tuoi occhi.
Perché bisogna ridiventare bambini per capire il senso delle parabole.

nonna Etta e nonno Gianni
Salmo 8
Con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Le bomboniere

martedì 15 maggio 2012

Sorprese


Giovanni, domenica prossima, farà la sua Prima Comunione ufficiale,  con la festa e i regali. 
Quella ufficiosa, la più importante, l'ha già fatta Giovedì santo, quando per l'occasione don Emilio si è messo il grembiule e ha lavato i piedi a lui e ad altri 80 bambini.
Da allora sta  preparando questo momento collaborando con i genitori a scrivere meditazioni e preghiere personali su un libretto che verrà quel giorno donato a tutti quelli che parteciperanno alla festa.
"Gli scintillanti" il titolo.
Voi fate finta di non sapere niente perchè è una sorpresa.



domenica 22 aprile 2012

Lo sguardo


Leggendo il POST di Riccardo mi è venuto in mente Emanuele con cui stavo parlando, seduta al tavolo,vicino a lui, mentre facevamo merenda, ieri pomeriggio.


"Scusa nonna, ti dispiace se mi metto di fronte, così ci guardiamo negli occhi?", mi ha detto spiazzandomi.

Io ci avevo messo molto tempo, molto studio, molta cultura, per capire che cosa significa

"Gen 2,18 E il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».

Che nella vecchia traduzione era "Non è bene che l'uomo sia solo, gli voglio fare uno che gli sia simile".

Nel testo originario la parola è così pregnante che porta in sè molti significati ( che gli stia di fronte, che lo guardi negli occhi, che gli risponda, che risponda di lui) .

A ben pensarci se non guardi negli occhi il tuo interlocutore significa che non lo ascolti, non lo conosci e in lui non ti riconosci.

I bambini, davvero sono grandi maestri!

Ricerca

VANGELO (Lc 24,35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».


“Guardate le mie mani e i miei piedi, sono proprio io!”
Signore, oggi tu ci inviti a guardare le tue ferite, a riconoscerti attraverso i segni della tua passione, inequivocabili prove del tuo amore per noi.
Giovanni un giorno mi ha chiesto dov'eri, dove poterti trovare.
L'idea di mettere una sedia in più per te, quando la tavola è apparecchiata, per darti da mangiare, farsi da parte nel letto per poterti abbracciare, fu sua.
Aveva ben capito, prima di noi grandi, che, per renderti visibile, doveva farti spazio.
Allora pensai che, attraverso le parole di un bimbo, mi stavi invitando ad accoglierti nella mia casa, mettendo a disposizione ogni stanza, anche la più riservata, per entrare in una più stretta comunione con te.
Anche Emanuele mi ha chiesto dove stavi, all'improvviso, senza che me l'aspettassi.
A lui non avevo avuto modo di parlargli di te, come è accaduto per Giovanni.
Troppo poche le opportunità per stare insieme, fino a quando ha avuto bisogno di chi lo prendesse in braccio, senza farlo cadere.
Ma non ho potuto fare a meno di usare le braccia, per stringerlo a me, quando sono stata chiamata a rispondergli.
Gli ho detto che tu eri in quell'abbraccio, nell'abbraccio di quanti si prendono cura di lui.
Che tutte le volte che gioca con il suo fratellino, senza fargli i dispetti, tu sei lì presente in mezzo a loro.
Oggi, pensando a Giovanni ed Emanuele, mi chiedo se sono riuscita a farti spazio, se ho aperto le braccia per farti entrare nel mio cuore, se al tuo abbraccio ho risposto con un altro abbraccio.
L'unico modo per mettere in contatto le ferite: le tue e le mie.

Guardami, Signore.
Portami a riconoscere le mie ferite, a vedere ciò che non vedo.
Solo se tu ci metti il dito, potrò guarire.

Catechismo e peccati

Giovanni il giorno della prima Comunione(5 aprile  2012)

Giovanni è da tanto che non usciva con noi. Veramente era abituato ad venire con me, quando ancora guidavo la macchina. Ma da sei mesi non è più così.
Così ha osservato il nonno che caricava e scaricava la spesa, che montava e smontava la sedia a rotelle, che mi prendeva la borsa e mi porgeva il braccio.
" Ma tu nonno quanti peccati hai fatto?"è stato il suo commento.
"Perchè con le opere buone che fai li hai già scontati tutti".
Chissà cosa gli hanno insegnato al catechismo!


giovedì 19 aprile 2012

E' nato Filippo Maria

Emanuele, non è bravo in disegno, ma rappresenta tutto con il cuore. 
L'unica cosa che gli riesce bene. 
Questi tre cuori siete voi, mamma Anna e papà Massimo che, come leggere farfalle, volate sui fiori appena sbocciati, al sole di primavera.
Un evviva, alleluia grande anche da nonno Gianni e nonna Etta.

giovedì 5 aprile 2012

Il tredicesimo apostolo.


Questa sera Giovanni farà la sua prima Comunione. 
Non ci saranno fotografi nè invitati, ma solo loro i bambini, gli amici intimi di Gesù, quelli a cui non ha nascosto i misteri più grandi del regno. 
Dopo che il sacerdote avrà lavato loro i piedi, la festa sarà grande nei loro piccoli cuori dilatati a dismisura,  per contenere tutti quelli che nella piccola chiesa non possono materialmente entrare, perchè è piccola e loro sono 82.
Giovanni vedrà realizzato finalmente  il desiderio che anni fa aveva espresso in un disegno che gli  tenevo  gelosamente custodito in un cassetto.
Essere il tredicesimo apostolo.





mercoledì 4 aprile 2012

Fare la pace


Ieri una bambina di sette anni che, insieme ai genitori, ai nonni e ai suoi tre fratellini più piccoli, ha assistito all'incontro per in Battesimo dell'ultimo nato, Luigi, ci ha fatto la catechesi.

Mentre gli adulti erano occupati a calmare i piccoli che si erano scatenati, mi sono rivolta a lei che sembrava la più interessata al discorso.

Infatti si parlava dei regali che i bambini in occasione del Battesimo ricevono dai parenti ed amici e da quelli più importanti che Dio fa e che non hanno taglia, nè scadono.

"I doni sono :la fede, la speranza e la carità, vale a dire l'amore. " ho detto.

"L'amore è il regalo più grande, quello che i genitori devono insegnare e trasmettere ai loro figli.

Ma tu sai cos'è l'amore?"

"Sì. Quando due si vogliono bene."

"Papà e mamma si vogliono bene?"

"Sì"

"E da dove lo riconosci ?"

" Dal fatto che fanno la pace."

"Allora cosa devono insegnare ai figli?"

"A fare la pace."

SALMO 8
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

giovedì 29 marzo 2012

Attesa


In attesa che il pavimento si asciughi per poter uscire dalla mia camera, in attesa che mi venga un' idea vincente, risolutiva, in attesa che arrivi l'una per andare dal
" mi dica" di turno, in attesa che il tempo passi in fretta su giornate sempre più prive di senso, sono approdata al  post  di Daniela che parla dell'adesso di Dio, dell'eterno presente.
Ieri, quando a Giovanni, (che giovedì santo farà la prima comunione), ho parlato della vita eterna, si è sentito male, molto male.
Anche io, se penso a certi "presenti" mi sento male di più.
Il cammino di fede è irto di ostacoli, di squarci di luce che scompaiono subito. E' sulla nostalgia di quella luce che si gioca il nostro destino.

domenica 11 marzo 2012

Mi compri il gelato, grazie!



" Mi compri il gelato, grazie."era il modo con cui il nipotino era certo di essere accontentato.
Me l'ha raccontato una nonna per insegnarmi come chiedere a Dio le cose.





giovedì 8 marzo 2012

Il nome

Sfogliando il diario...
 
Una delle prime certezze acquisite fin da piccola fu che a mio figlio mai avrei dato il nome di un nonno, perchè mi sembrava una barbara usanza, una violenza vera e propria.
Mio figlio si sarebbe dovuto chiamare Marco, quindi, e non Franco, come il padre di mio marito, perchè questa soddisfazione era l'ultima che gli avrei voluto dare, a costo di passare sul suo cadavere.

Ma quando nacque mio figlio Franco era  domenica sera, durante l'orario delle visite.
A quell'ora, a fargli festa, c'erano tutti, compreso il nonno in questione, (tranne io, che ero sotto anestesia).
Quando mi svegliai me lo trovai già bellechiamato con quel nome che tutti gli diedero per la straordinaria somiglianza con il ceppo paterno.
Ieri Giovanni a tavola ci ha raccontato di come gli piaccia guardare le persone e vedere se il nome gli si addice.
Prendendo tra le sue piccole mani la faccia del suo papà ha detto, facendo una smorfia, che Franco era proprio un bel nomee che suo padre non aveva la fronte, nè il naso, né i capelli di Marco.
No Marco proprio non gli stava bene come nome!
Io gli avevo raccontato la storia dei nomi e anche del suo che si era scelto, quando stava ancora dentro la pancia di sua madre.
Era la storia di 4 bigliettini su cui i suoi genitori avevano scritto: Matteo, Mattia, Giovanni ed Emanuele e che per tre volte gettarono sulla pancia dove lui era custodito.
Per tre volte il nome Giovanni avanzò per primo e questo fu il segno.
Giovanni:: Dio ama. Giovanni il discepolo che Gesù amava. Giovanni il nome del nonno.
Ieri poi , pensando al mio nome Giovanni ha detto che Antonietta è bello e mi sta bene, ma benissimo mi sta nonna Etta.
Giovanni mi ha ribattezzato ed è questo ciò che oggi voglio meditare.
Perchè ti innamori del nome quando scopri che alla base c'è un gesto d'amore o di riconoscenza che non sempre e non subito rusciamo a scorgere.

febbraio  2009

martedì 28 febbraio 2012

Educare


Educare significa dare ai figli buoni ricordi, i quali, al momento opportuno, si accenderanno come lampade e illumineranno il loro cammino.
(Fëdor Dostoevskij)
Non soltanto il bambino viene alla luce attraverso suo padre e sua madre,
ma anche i genitori attraverso il loro bambino.
(Gertrud Von Le Fort)
Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al posto dei vostri figli, ma aiutateli a capire i loro bisogni, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.
(S. Ambrogio, IV sec.)


Quando dei genitori decidono di mettere al mondo un figlio non gli domandano il permesso, ma gli “impongono” la vita.
Consciamente o inconsciamente i figli, nella loro esistenza, domanderanno il perché di questa scelta.
L’educazione è l’impresa, che dura tutta la vita, di rispondere a questa domanda dei figli.
L’educazione è una grande responsabilità; come dice lo stesso termine è un “dare risposta”, un rendere ragione del dono della vita.
Quale è il volto del nostro destino? Siamo qui per caso, viviamo per caso e quindi moriamo come se non fossimo mai esistiti oppure siamo in ogni momento portati nelle braccia di un Amore, di una Persona che ci ama?
Educare significa introdurre la persona umana nell’incontro con il suo destino, accompagnarla nello scoprire il senso della sua vita.

Tratto da "Trasmissione della Fede ai figli "(don Cristiano Marcucci)

domenica 26 febbraio 2012

L'arcobaleno


Del resto non era stato con me, come Giovanni.
A lui non avevo potuto raccontare prima di addormentarsi le storie di Gesù, nè sembrava interessato ad ascoltarle da chichessia, amando stare in silenzio ed osservare.

Nei suoi disegni però avevo notato che non mancava  mai un arcobaleno e un cuore. 




Solo oggi, ascoltando le letture che la liturgia ci propone, mi sono resa conto che bisogna ridiventare bambini per vedere l'arcobaleno come la cosa più bella che Dio ci abbia donato.

 

La Liturgia di oggi Domenica 26 Febbraio 2012
I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Gen 9,8-15)
L’alleanza fra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.
Dal libro della Gènesi

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».

Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio,
per distruggere ogni carne».

Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)
Rit: Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,

indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA (1Pt 3,18-22)
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.

Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4,4)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
VANGELO (Mc 1,12-15)
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore
 
SALMO 8
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli. 

lunedì 13 febbraio 2012

RISVEGLI



Che i bambini passino la maggior parte del loro tempo a dormire, appena nati, è risaputo, ma che poi le cose cambiano bisogna sperimentarlo.

Ecco perchè la bomboniera del primo, Giovanni nato nel 2002, ritrae un angelo che dorme, mentre quella di Emanuele, nato nel 2006,  non c'è bisogno che ve la spieghi.